Gli effetti combinati dell’evoluzione informatica e della crisi hanno generato un evento largamente imprevedibile: il tablet ha divorato il suo antenato netbook. Almeno nel cuore dei consumatori privati. Sfogliando il rapporto appena pubblicato dalla società di ricerca Sirmi, si possono leggere le cifre di questa rivoluzione digitale. Le vendite di computer sono calate del 13,7 per cento, nel secondo trimestre 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010. Sono state infatti di 1,421 milioni di unità, di cui ben 190 mila tablet: è un balzo del 154 per cento sul secondo trimestre 2010. Idem per i fatturati: quello del settore è calato del 10,3 per cento, in Italia, a quota 624,8 milioni di euro; ma è salito del 144,2 per cento nel caso dei tablet. Insomma, il settore informatico in generale piange, ma quello dei tablet non ride soltanto, sghignazza addirittura. E quando parliamo di tablet pc, se dominante è ancora largamente l’iPad, tuttavia cominciano ad affermarsi prodotti alternativi, dotati di sistema operativo Android. Lo studio del Sirmi è coerente con le stime pubblicate dall’osservatorio internazionale Gartner la settimana scorsa. Nel secondo trimestre 2011, le vendite di computer nel mondo sono aumentate appena del 2,3 per cento, dopo i forti aumenti dei quattro anni precedenti. A soffrire di più, secondo Gartner, è l’Europa Occidentale e meridionale. Il motivo qui da noi è la debolezza della domanda residenziale, di noi consumatori privati insomma. ”I consumatori riducono la spesa per via dell’incerta situazione economica”, dice Ranjit Atwal, analista di Gartner. Che continua: ”L’interesse nei tablet si sta traducendo soprattutto nel mancato acquisto di computer portatili e netbook“. Il mercato è incerto. “E’ in una fase di sistemazione verso nuovi equilibri- continua Atwal – “I computer smetteranno presto di essere prodotti tutto fare e saranno sempre più specializzati”. Gartner prevede un futuro a breve in cui non si useranno più computer come li conosciamo ora, ma si avrà una molteplicità di terminali specializzati. Gli utenti li combineranno assieme, a seconda delle esigenze del momento. Insomma, quella in atto è una crisi di crescita. E dopo, al solito, niente sarà più lo stesso.
   
 
 



 

